Life assessment e vita residua di componenti e impianti operanti ad alta temperatura



Milano 18/10/2017


I componenti degli impianti eserciti a caldo, e delle centrali termoelettriche in modo particolare, sono progettati per una vita definita, limitata dall’aumento inevitabile ed inesorabile del danno microstrutturale provocato dalla somma sinergica di essenzialmente tre elementi: esposizione in regime di creep, carichi meccanici variabili e temperature oscillanti.
L’impianto nuovo ha da progetto dei margini per prevenire problemi e peculiarità dell’esercizio, a priori difficilmente prevedibili. Questo comporta che al raggiungimento della vita a progetto, molto spesso l’impianto sia ancora in ottime condizioni e tecnicamente non ci sia nessuna motivazione per sospenderne l’utilizzo.
Necessità di principio (“esercizio oltre la vita a progetto prevista”), di sicurezza (e quindi anche legali), di disponibilità e di affidabilità richiedono che ad intervalli regolari, ma soprattutto nel momento del raggiungimento della vita a progetto, l’impianto venga sottoposto ad una specie di riassunto della sua vita d’esercizio da cui derivare una valutazione per la continuazione del suo impiego. Questo è il contesto in cui si applicano le procedure di “life assessment”, che in Italia, con le circolari ISPESL/INAIL/CTI, la norma UNI 11096 e molte esperienze e metodologie sviluppate in aziende ed istituti, hanno sicuramente un punto di eccellenza. I vantaggi che si ricavano dallo sviluppo di tali procedure sono innanzitutto economici, a favore di chi esercisce impianti e macchine, ma anche dei costruttori, specie nei casi di contratti di manutenzione che prevedono che la garanzia della disponibilità dell’impianto sia a carico del costruttore. Esistono poi vantaggi tecnologici indiretti, poiché il miglioramento dei metodi di life assessment è correlato anche all’evoluzione dei modelli di comportamento dei materiali e dei componenti e contribuisce quindi al miglioramento delle capacità di progettazione di nuovi impianti e macchinari.
Dall’ultima occasione d’incontro a livello italiano per esperti ed utilizzatori di procedure e metodologie di “life assessment” ad oggi, oltre ad una certa evoluzione dei materiali utilizzati, si è soprattutto molto accentuata la tendenza all’esercizio discontinuo degli impianti e delle macchine (maggior numero di avvii e fermate, velocità di avvio/fermata incrementate, temperature maggiori, ecc.), portando a condizioni di lavoro più severe che parzialmente non sono comprese in procedure ed esperienze pregresse e che complicano l’attività di valutazione. Il presente convegno vuole informare sullo stato dell’arte e delle opportunità di “life assessment” di costruttori, esercenti, manutentori e valutatori di vita residua di impianti eserciti a caldo ed offrire l’opportunità di discutere delle nuove problematiche.
Lo scopo comune tra le diverse figure coinvolte è l’estensione della vita di impianti e macchine, mantenendo o migliorando gli standard di sicurezza.
Per omogeneità di argomenti e materiali, che avranno un ruolo preponderante nelle tematiche trattate, il convegno si suddividerà in due Giornate di studio:
•    la prima, in data 18 ottobre 2017, si concentrerà su elementi strutturali classici di caldaie e tubazioni
•    una seconda giornata, in data 19 ottobre 2017 si dedicherà alle problematiche di turbine a vapore e a gas



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