Miniere polimetalliche in età pre- e proto-industriale -test



Usseglio (TO) 13/09/2013


Usseglio (TO) - 13-14-15 settembre 2013

Perché tenere a Usseglio le giornate di studio sulle miniere polimetalliche in età pre- e proto-industriale?
A Usseglio, nell’area di Punta Corna (valloni di Arnàs e Servìn), esiste un complesso archeominerario di età medioevale e moderna di dimensioni chilometriche, che si estende tra 2250 e 2850 metri di altitudine e che da oltre un decennio è oggetto di un programma di studio e valorizzazione storico-ambientale. Una prima sintesi degli studi è nel volume «Terre rosse, pietre verdi e blu cobalto, Miniere a Usseglio», edito nel 2011 a firma di 18 autori (236 pagine A4, coedizione Museo Civico Alpino - Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino - Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche dell’Università di Torino). L’aspetto più straordinario è costituito da un fascio di trincee a cielo aperto ottimamente conservate, larghe e profonde sino una diecina di metri, che sono il risultato dello sfruttamento manuale dei prodotti di alterazione della siderite (limonite, goethite) avvenuto dal XIII secolo all’inizio del XVI. Dove i filoni non affioravano, perché ricoperti da detriti, i minatori hanno realizzato una grande quantità di pozzi, fosse e gallerie discendenti protette da muri laterali e da lastroni orizzontali. Le strutture minerarie, ancora in corso di inventario, ammontano ad alcune centinaia. Lo sfruttamento era incentrato su di un sistema di vene idrotermali post-metamorfiche, che si sono formate a seguito della circolazione di fluidi caldi lungo strutture distensive prodotte da eventi di deformazione fragile che hanno interessato le rocce al termine dell’orogenesi alpina. In prossimità delle trincee sono stati rinvenuti strumenti minerari in acciaio (cunei, biette, pala), che rivelano parentele tecniche con analoghi reperti in Francia, Lombardia e Germania, confermando la datazione dei lavori al medioevo.

È noto dai documenti storici che lo sfruttamento era diviso in lotti, dati in concessione a varie imprese private delle valli di Lanzo. Sin da prima del 1264, il minerale estratto era trasportato a Forno di Lemie (14 km a valle delle miniere), dove funzionavano forni che producevano ghisa e altri semilavorati ferrosi per le fucine di Avigliana e Giaveno in valle di Susa, le quali realizzavano acciai pregiati destinati al commercio su scala continentale.



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